Giugno: ancora instabilità e temperature leggermente sottomedia.
Molti di voi si stanno domandando da tempo quando inizierà l'estate? Quando potremo avere tempo stabile e temperature in linea col periodo? Purtroppo la stabilità tipica estiva e le temperature da mare sono e saranno ancora una chimera per il nord Italia. Le temperature saranno leggermente sottomedia al nord ovest di 0,5 o 1,0 al massimo, ma molto probabilmente non raggiungeranno valori tipicamente estivi tanto presto. Avremo un Giugno con poche differenze rispetto a Maggio nel pattern barico, Vortice Polare sempre disturbato e privo di ellitticità con frequenti split e displacement favoriti dal perdurare di anomalie in alta troposfera, è ancora negativo seppur di poco l'indice NAM, possibili formazioni di alte pressioni polari con consguente cronica deboleza del VP che affondando spesso in Atlantico rende cronicamente negativo l'indice NAO in accoppiata all'indice AO pattern tipico per instabilità duratura, quindi affondi perturbati intervallati da rimonte Africane, si conferma ancora una volta ciò che abbiamo espresso nelle stagionali, estate senza eccessi ne da una parte ne dall'altra. Buona estate a tutti comunque.

Fulvio Valagussa
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SSTA: fredde anomalie in Atlantico.
Questa è la situazione attuale delle SSTA le anomalie superficiali delle acque oceaniche, si denota il forte raffreddamento in atto nel Mare di Bering tra la costa Canadese e la Siberia, un riscaldamento in atto in Atlantico a ridosso della Est Coast fin su la Groenlandia e per contro un raffreddamento nelle acque Atlantiche zona Europea che potrebbe essere la fucina delle perturbazioni che sfornate dal getto polare sono attratte dalle gelide acque oceaniche riuscendo anche a schiacciare l'Azzoriano alle basse latitudini. Non è ancora chiaro al 100% se gli effetti delle anomalie Atlantiche si ripercuotano sul clima terrestre ma il pattern sopradescritto potrebbe essere la causa della perdurante instabilità.

Fulvio Valagussa
Maggio, la sorte è segnata, l'estate è lontana
Lunedì 14 Maggio 2012 22:08
Non è ancoa tempo per l'estate, anche le ultime emissioni tracciano un quadro di sostanziale instabilità persistente con accenni di rimonte Africane, il Vortice Polare è sempre disturbato, e nell'alta stratosfera i parametri non accennano a modificarsi, continua ad affluire dall'Atlantico una notevole quantità di aria fredda che interagendo con le umide correnti Africane provoca cronaca instabilità al nord, tale situazione è destinata a durare per tutto il mese di Maggio che vedrà ancora qualche accenno di rimonta anticiclonica e successivo affondo Atlantico con piogge e temporali forti.

Ecco la solita falla al largo del Marocco prevista per domenica prossima, stavolta però sarà molto ampia e non andrà in cut off quindi nessuna rimonta Africana ma instabilità e maltempo sull'Italia centro nord, come già detto sono alte le possibilità che questo scenario ci accompagni sino alla fone di Maggio. Previsione comunque da confermare.
Fulvio Valagussa
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Pioggia al nord, stabilità lontana.
Ultimo aggiornamento Domenica 20 Maggio 2012 15:42
PREVISIONI DA LUNEDI' 21 A MERCOLEDI' 23 MAGGIO
Lunedì ancora piogge insistenti al nord per tutta la mattinata, in parziale attenuazione dal pomeriggio, Martedì ancora rovesci sparsi più frequenti sul centro ovest e sul nord est, Mercoledì, ancora instabili con piogge sul nord est e nel centro ovest pianura più frequenti a sud del Po, temperature in rialzo, ma la stabilità è ancora lontana. Buona settimana.


Previsioni a cura di Fulvio Valagussa
Seasonal forecast for summer 2012
Lunedì 19 Marzo 2012 21:50
ESTATE 2012
Un saluto a tutti cari amci di Meteoland, rieccoci al momento più atteso, le stagionali, come sarà l'estate 2012? Calda, fresca, instabile o secca? Tracciamo insieme la linea di tendenza per la prossima estate, ribadiamo ancora una volta che nessuno ha la sfera di cristallo o la verità in tasca e quello che possiamo fare è appunto tracciare una linea di tendenza. Un fattore molto importante per cercare di capire l'evoluzione dei prossimi mesi è l'evolversi della condizione di ENSO che da tempo è dominato dalla Nina, per chi non lo sapesse è il raffreddamento delle acque oceaniche nell' Oceano Pacifico intertropicale che da tempo in concomitanza con altri fattori sta condizionando il clima anche alle nostre latitudini.

Forte terremoto nella notte al nord.
Domenica 20 Maggio 2012 10:52
Alle ore 4,03 un forte terremoto di magnitudo 5,9 della scala Richter ha scosso il nord Italia con epicentro nella pianura Padano Emiliana e precisamente in Emilia vicino a Ferrara, il sisma ha provocato 4 morti una cinquantina di feriti e numerosi crolli, altre scosse si sono susseguiti prima e dopo la scossa più forte e sono tuttora possibili altre scoss d'assestamento.

Fulvio Valagussa
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La meteorologia nella vita quotidiana
L'avvento di Internet ha rivoluzionato e sotto certi versi ha semplificato la nostra vita. Anche la meteorologia ha beneficiato della grande rete avvicinando ad essa numerosi utenti che prima si affidavano a tv e giornali. Di pari passo in questi ultimi anni sono stati fatti passi da gigante nell'accuratezza e nell' affidabilità delle previsioni nell'arco dei tre giorni, raggiungendo quasi il 95%, spingendosi oltre l'affidabilità decresce anche se va sempre più migliorando.
Ad oggi con l'ausilio di moderni strumenti come radar, modelli e nowcasting l'utente ha a disposizione degli strumenti formidabili per valutare l'evoluzione meteo e per considerare quelle situazioni di criticità che si determinano un po' in tutte le stagioni. L'importanza di un'allerta meteo in previsione di eventi importanti è di competenza delle autorità preposte che non sempre sono all'altezza delle situazioni, da qui l'importanza di un'informazione puntuale e corretta che è sempre più presente nella rete; questo sito, unito alla nostra community, è una di queste realtà che non vuole sostituirsi ai più rinomati professionisti, ma che con passione decennale, studio e dedizione offre una buona informazione a livello amatoriale, svolgendo la sua opera senza secondi fini. All'utente è richiesta solamente più responsabilità, informandosi prima di intraprendere un viaggio in auto, una gita, un'escursione o anche solo prima di andare al lavoro: affrontare un evento meteo importante in maniera consapevole può aiutare a salvare la propria vita e magari quella di qualcun altro.
Certamente osservare le espressioni della natura, attraverso i fenomeni meteorologici, arricchisce più che cento puntate del Grande Fratello.

Fulvio Valagussa -
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La Pressione e l'Atmosfera
In questo articolo ci concentreremo su due concetti solo apparentemente semplici che costituiscono la base per le conoscenze necessarie ad un meteorologo (improvvisato e non). Cominciamo con alcune definizioni "di base":
- Si definisce PRESSIONE una grandezza fisic a ottenuta dal rapporto tra il modulo (= grandezza o numero considerato senza segno "+" o segno "-") di una forza agente ortogonalmente (cioè su un piano immaginario di assi ortogonali formato da "ascisse" e "ordinate") su una superficie e la superficie stessa p=F/S
- Si definisce ATMOSFERA l'insieme di gas che circondano un corpo celeste, le cui molecole sono trattenute dalla forza di gravità del corpo stesso
Partendo da queste due prime definizioni possiamo andare maggiormente nel dettaglio e definire l'atmosfera terrestre e la pressione atmosferica, termine quest'ultimo ricorrente nelle previsioni meteorologiche.
Che cos'è l'atmosfera terrestre?
L'atmosfera terrestre è appunto l'involucro di gas che compone il pianeta Terra; questo involucro nel complesso viene definito semplicemente "aria" ed è formato da Azoto (N 78,03%), Ossigeno (O2 20,95%), Vapore Acqueo, Neon, Ozono, Biossido di Carbonio, Elio,Metano, Idrogeno, Kripton, Xeno (% restante).
L'atmosfera terrestre è suddivisa anzitutto in due grandi "macro-aree" che si differenziano principalmente per la combinazione dei diversi gas ricordati prima: la prima, l'omosfera (da 0 a 100 km di quota) è caratterizzata da un'omogeneità nella composizione media dei gas non varia; la seconda, l'eterosfera (oltre i 100 km di quota) è caratterizzata da un cambiamento nella composizione media dei gas che tendono ad una prevalenza dei gas leggeri (ad esempio Elio e Idrogeno) man mano che si sale di quota [è il cosiddetto equilibrio diffusivo].
Un'ulteriore suddivisione dell'atmosfera terrestre viene di norma effettuata...
...in base a diversi parametri, primo fra tutti la temperatura che si registra alle diverse quote nella varie fasce; abbiamo così:
1) La troposfera (dai 0 km a 18 km di quota) che subisce l'influenza del riscaldamento della superficie terrestre e quindi ha una temperatura media che varia dai 15 gradi registrati al suolo ad una temperatura di circa -60 gradi.
Dal punto di vista strettamente "meteorologico" questa fascia dell'atmosfera terrestre è decisamente la più importante perchè è proprio in questo strato che si registra la presenza maggiore di vapore acqueo ed è quindi qui che si verificano la quasi totalità dei fenomeni meteorologici di rilievo, grazie anche alla notevole quantità di moti orizzontali e verticali di correnti che permettono una notevole dinamicità delle condizioni atmosferiche: l'aria degli strati più bassi, che tende a salire, genera grandi correnti convettive da cui hanno origine venti equatoriali costanti (gli alisei) e le perturbazioni atmosferiche. E' quindi a questo strato che le misurazioni relative alla pressione atmosferica fanno riferimento. E' interessante evidenziare come la zona di "passaggio" dalla troposfera alla sezione successiva sia anch'essa di rilevanza particolare per le condizioni atmosferiche al suolo: stiamo infatti parlando della cosiddetta "tropopausa" cioè quella sezione posta tra la troposfera e la stratosfera caratterizzata dalla presenza di forti venti che soffiano a velocità molto elevata (si parla di 110 km/h in media) in presenza di una temperatura di circa -55 gradi centigradi. Queste correnti, dette jet stream (correnti a getto) ruotano intorno alla Terra in direzione sostanzialmente "Ovest-Est" e hanno la peculiarità di essere lunghe e sottili, cioè si estendono sostanzialmente per migliaia di chilometri mentre hanno un'altezza di pochissimi chilometri. Le correnti a getto di cui stiamo parlando sono sostanzialmente due, quella polare e quella subtropicale e costituiscono un importante "filtro" che impedisce all'atmosfera che respiriamo di disperdersi oltre i 18 km di quota contribuendo così a determinare, insieme ad altri fattori, quella variabilità atmosferica che rende possibile quei fenomeni che sono oggetto della scienza meteorologica.
2)La stratosfera (dai 18 km di quota circa fino a 50-60 km di quota) è il secondo strato dell'atmosfera terrestre, caratterizzato diversamente dal primo da una bassa quantità di anidride carbonica (siamo quindi in presenza di aria "pulita") per cui è difficile che si formino nubi consistenti, se si escludono le cosiddette "nubi madreperlacee" che ovviamente non sono in grado di creare delle precipitazioni. La situazione relativa alla temperatura in questa sezione cambia radicalmente rispetto alla precedente: se prima essa diminuiva con l'aumentare della quota, qui invece si riscalda passando dai circa -50 gradi della tropopausa fino agli zero gradi registrati nella zona di passaggio allo strato successivo (intorno ai 50 km di quota circa). Le molecole della stratosfera sono quindi caratterizzate da una temperatura maggiore rispetto a quelle presenti nella troposfera e liberano di conseguenza maggiore energia [si tratta di un principio fisico di natura elementare] pertanto si attiva quel meccanismo di blocco (solitamente indicato con il nome di "blocco della Tropopausa") ricordato prima. Da evidenziare (alla quota di 30-40 km) la presenza della ben nota fascia di Ozono che blocca il 99% dei raggi ultravioletti dannosi provenienti dal Sole, senza la quale si verificherebbe un aumento della temperatura media dell'intero Pianeta. La presenza di questo strato di Ozono è verosimilmente la causa di un'altra inversione termica che si verifica alla fine della stratosfera dove la temperatura torna a diminuire con l'aumento della quota.
3) La mesosfera (dai 50 ai 100 km di quota circa) è la terzultima zona dell'atmosfera: qui la temperatura torna a scendere dallo zero fino a circa -80 gradi centigradi ed è la zona in cui vengono "filtrati" e distrutti i piccoli oggetti che provengono dallo spazio (come le meteoriti).
4) La termosfera (circa dai 100 ai 200 km di quota) è il penultimo strato dell'atmosfera caratterizzato da altissime temperature (nuova inversione termica dai -90 della mesosfera fino agli oltre 1000 gradi centigradi ai 500 km di quota) causato dalla presenza di molecole "leggere" che possiedono una forte energia cinetica e quindi disperdono molto calore.
5) L'esosfera (circa dai 200 km ai 960 km di quota) è l'ultimo strato dell'atmosfera caratterizzato da temperature superiori ai 1220 gradi, anche a causa della diretta influenza dei raggi x e ultravioletti provenienti dal Sole.









