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La Pianura Padana: un enigma meteoclimatico

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Difficile dire il contrario: la Pianura Padana è un vero gioello meteo-climatico, un intricato labirinto di possibilità meteorologiche alimentato da climi e microclimi che rendono la maggiore area pianeggiante italiana un vero e proprio serbatoio di sorprese (e di crucci incommentabili) per tutti i meteorologi.
Non si tratta della Steppa Siberiana, nè delle spaziose pianure americane dove è possibile con estrema facilità effettuare delle previsioni anche semplicemente in base al movimento delle masse d'aria ed azzeccarci con una precisione quasi chirurgica.

 


Nebbia, umidità, freddo ma anche caldo soffocante; temporali improvvisi, nevicate con i tuoni, precipitazioni nevose fino alla distanza di 15 km in linea d'aria che poi diventano magicamente pioggia: la Pianura Padana con il suo "cappello" costituito dalle Alpi che coprono il capo e l' "orecchio sinistro" spesso blocca il clima d'oltralpe, mentre l' "orecchio destro" rimane sempre pronto ad ascoltare ciò che viene da Oriente, sia esso un "Orso" o un "Cammello".
Capace di immagazzinare ciò che assorbe e "rielaborarlo" con elementi propri, la Pianura Padana è un pò "bastian-contraria", un pò irrimediabilmente imprevedebile: spesso accoglie freddo e precipitazioni quando tutt'attorno è l'aria calda a farla da padrone, altrettanto spesso lascia al di là del proprio "cappello" il freddo e il clima artico.
Gelosa delle proprie prerogative si comporta un pò come le pare, per la gioia dei climatologi e per la disperazione dei meteorologi: modelli, calcolatori e formule matematiche servono solo in parte a decifrare questa zona dispettosa che può far cambiare radicalmente una o l'altra condizione meteorologica con un semplice shiftamento del minimo depressionario o di una massa d'aria.
"Pioverà"? "Molto Probabilmente". "Nevicherà?" "Mmm...domanda di riserva?".
Da questo punto di vista la Pianura Padana è orgogliosa di stupire, altrettanto desiderosa di farsi osservare, reagendo al freddo,al caldo,all'aria secca o umida talvolta in modo costante, talvolta in maniera totalmente nuova. E dire che spesso forse noi che ci abitiamo la riteniamo una zona noiosa e statica proprio perchè nella nostra quotidianita' ci muoviamo freneticamente senza fermarci per cogliere le mille sfaccettature di un ambiente che consideriamo 'ordinario' e che al contrario e' speciale.
Un gioello meteoclimatico che attira studiosi da tutto il mondo, un "mistero" che è sempre una sfida risolvere, un paesaggio che ha un anima volubile ma ansiosa di rivelarsi, una sfida per i meteorologi che devono necessariamente osservare e capire oltre che calcolare. Una zona che fa comprendere la vera essenza della meteorologia.

Simone Borio - 22/03/2011

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