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La tempesta perfetta

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Da tempo in rete e nei media di tutto il mondo si fantastica sul 2012 come l’anno fatale, l’anno in cui apocalittiche previsioni si avvereranno, fenomeni naturali e apocalittiche sciagure si abbatteranno sul pianeta Terra fino a causare la fine del genere umano. Capofila all’origine di queste profezie è il famoso calendario Maya che si interrompe proprio l’anno prossimo e , secondo alcune interpretazioni segnerebbe il declino se non addirittura la fine dell’umanità. Meteoland con la solita chiarezza e onestà che la distingue cerca di fare luce con le sue conoscenze e con l’ausilio di alcuni dati certi e inconfutabili. Premesso che la civiltà Maya ha tutto il nostro rispetto, avanzatissima e con conoscenze che per l’epoca sono strabilianti, popolo intelligentissimo e studioso dei fenomeni astronomici che acquisendo conoscenze impressionanti permise loro di spiegare e rappresentare già ai tempi tutti i più importanti eventi astronomici e di  inserirli nel famoso calendario che con una particolare scansione temporale divise il tempo in cinque ere da loro interpretate che sorprendentemente  si interrompe nel 2012, nell’ultima era quella in cui siamo e denominata era dell’oro. Il fatto ha dato il via a numerose interpretazioni,  come saprete anche quella della fine del mondo, e il boia del pianeta Terra sarebbe appunto il Sole, la nostra stella secondo alcune interpretazioni della profezia sarebbe responsabile di un eccezionale tempesta magnetica che distruggerebbe tutte le reti elettriche e conseguentemente precipiterebbe il Pianeta nel Medioevo con conseguente scoppio di guerre, carestie , epidemie e morte. I Maya come detto erano in possesso di straordinarie conoscenze e già allora potevano individuare con estrema precisione tutti i più importanti eventi astronomici, equinozi, solstizi, eclissi e allineamenti tra pianeti. Resta un mistero sull’origine di queste capacità, si suppone siano state tramandate loro dagli antenati dai tempi.  Diverse interpretazioni, tante teorie si sono fatte, perché il loro calendario finisce proprio nel 2012? Siamo veramente alla fine? Oppure è solo una casualità o vi è un motivo che non sapremo mai, oppure il 2012 segnerà un punto di svolta una rottura traumatica forse o altro che non sarà la fine del mondo ma l’inizio di una nuova era che i Maya hanno già dai tempi previsto. Sopra queste teorie si sono ricamate e  associate altre profezie, prima fra tutte :la profezia di Malachia  che scrisse la famosa profezia che di seguito vi elenco.


 

LA PROFEZIA DEI PAPI

Non sappiamo a quando risalga con esattezza e da chi sia stata realmente scritta la famosa "Profezia dei Papi", nota anche come Profezia di San Malachia, in quanto attribuita al monaco cistercense irlandese Malachia, che l'avrebbe scritta in epoca medioevale (intorno al 1140), ma è certo che è stata pubblicata per la prima volta nel 1595 dal benedettino Arnold Wion nel suo libro Lignum vitae.

Il Santo irlandese Malachia nella Profezia indica una lista - che avrebbe visto in sogno - dei Papi che si sarebbero succeduti a partire dal 1143 fino alla fine dei giorni. Ma non li indica con nome e cognome, bensì con 111 brevi motti in latino corrispondenti ad altrettanti Papi, mentre sotto il 111° motto vi è un'inquietante frase: "In persecutione extrema sacrae romanae ecclesiae sedebit Petrus romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus; quibi transactis, civitas septis collis diruetur, ed Judex tremendus judicabit populum suum. Amen."

La traduzione in italiano di quest'importante frase è la seguente: "Durante l'ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà Pietro il romano, che pascerà il suo gregge tra molte tribolazioni; quando queste saranno terminate, la città dai sette colli sarà distrutta, ed il temibile giudice giudicherà il suo popolo. E così sia".


Analizzeremo nella sezione sulla Fine del mondo l'interpretazione di tale frase. Di seguito ci limiteremo a mostrare l'impressionante aderenza tra i motti e (in particolare) gli ultimi 11 Papi; ma anticipiamo che, quasi certamente, il 111° motto e la frase finale si riferiscono al medesimo Papa: per cui Benedetto XVI sarebbe l'ultimo Papa della Storia, dopodiché ci sarebbe il "giudizio di Dio".

Ecco i motti corrispondenti ai Papi più recenti (subito dopo la lista troverete anche quello del 111° Papa, cioè Benedetto XVI):


110°) Giovanni Paolo II (1978-2005) - Motto "De labore solis"
Il motto attribuito a Papa Wojtyla (n. 18/5/1920 m. 2/4/2005), “della fatica del Sole”, è un chiaro riferimento al fatto che egli nacque del giorno di un'eclisse solare, e che anche il suo "addio" ha coinciso con un'eclisse, una doppia circostanza estremamente rara.

109°) Giovanni Paolo I (1978) - Motto "De medietate lunae"
La Profezia di San Malachia (“della metà della luna”) sembra aver previsto in modo impressionante, anche nel caso di Papa Luciani (n. 17/10/1912 m. 28/9/1978), il fatto che il suo brevissimo pontificato (che durò appena 33 giorni) iniziò e terminò quando la Luna era visibile esattamente a metà. Più calzante di così...

108°) Paolo VI (1963-1978) - Motto "Flos florum"
Papa Montini (n. 26/9/1897 m. 6/8/1978) era il “fiore dei fiori”, e infatti la famiglia Montini aveva tre gigli nel proprio stemma. Un altro tipico genere di motto (azzeccato) della Profezia dei Papi.

107°) Giovanni XXIII (1958-1963) - Motto "Pastor et Nauta"
Egli (n. 25/11/1881 m. 3/6/1963) fu patriarca di Venezia prima di diventare Papa, donde “pastore e marinaio”. Senza dubbio uno dei tanti motti che risultano molto aderenti al personaggio.

106°) Pio XII (1939-1958) - Motto "Pastor Angelicus"
Questo Papa (n. 2/3/1876 m. 9/10/1958) di grandissima spiritualità riconobbe in alcune encicliche, come guida più sicura per la dottrina cattolica, la filosofia di San Tommaso d'Aquino, tradizionalmente noto come "Il dottore angelico". Donde, forse, "Pastore angelico".

105°) Pio XI (1922-1939) - Motto "Fides intrepida"
Egli (n. 31/5/1857 m. 10/2/1939) sfidò senza paura Stalin, Mussolini, e Hitler, subendo, come mostrano documenti vaticani pubblicati di recente, fortissime pressioni da questi ultimi due. Nel '37 pubblicò l'enciclica Mit Brennender Sorge per denunciare il razzismo e l'antisemitismo nazista. Dunque è azzeccato "Fede intrepida".

104°) Benedetto XV (1914 -1922) - Motto "Religio depopulata"
Papa (n. 21/11/1854 m. 22/1/1922) durante i massacri della Grande Guerra e l'epidemia della "spagnola", eventi che provocarono la morte di milioni di Cristiani, e nel 1917 vide l'inizio della Rivoluzione russa che portò alla fine della vita religiosa in questo Paese in precedenza cristiano. Donde il motto di "religione spopolata".

103°) Pio X (1903-1914) - Motto "Ignis Ardens"

Questo Papa (n. 2/6/1835 m. 20/8/1914) fu probabilmente il più zelante propagandista del suo tempo e i suoi sforzi furono diretti al promuovere la pietà e la fede. "Fuoco ardente" descrive benissimo Pio X, il cui impegno zelante fu volto alla rinascita spirituale della Chiesa.

102°) Leone XIII (1878-1903) - Motto "Lumen in coelo"
L'ultimo Papa del XIX secolo (n. 2/3/1810 m. 20/7/1903) era "una luce nel cielo", e infatti il simbolo della sua casata, quella dei Pecci, era una cometa. Si noti che nel suo motto non viene usata la parola "astro" perché già usata in un motto analogo precedente.

101°) Pio IX (1846-1878) - Motto "Crux de cruce"
Il Papa del Risorgimento (n. 13/5/1792, m. 7/2/1878), che dai Savoia subì vessazioni e sequestri, era "La croce (dunque, la sofferenza) che viene dalla croce": e una grande croce bianca in campo rosso è lo stemma, appunto, dei Savoia.

100°) Gregorio XVI (1831-1846) - Motto "De Balneis Etruriae"
Papa Gregorio XVI (n. 18/9/1765, m. 1/6/1846) iniziò la sua vita religiosa nell'ordine dei Camaldolesi, che fu fondato nel Tredicesimo secolo in Etruria, in una località chiamata in latino "balneum".


Naturalmente, non è teoricamente corretto cercare di interpretare il motto di Papa Benedetto XVI in questo momento, poiché alcuni altri motti della lista possono esssere compresi solo al termine del pontificato. Comunque, per soddisfare la curiosità:

111°) Benedetto XI (2005-regnante) - Motto "De gloria olivae"

Il motto di Papa Ratzinger (n. 16/4/1927), "la gloria dell'olivo", sembra un chiaro riferimento al nome Benedetto, poiché i membri dell'ordine benedettino sono anche noti come gli Olivetani, il cui stemma è proprio un ramo d'olivo. Ma, soprattutto, egli è nato nel Sabato Santo del 1927, il 16 aprile, al culmine del periodo Pasquale, e tutto il periodo è notoriamente sotto il segno dell'ulivo.



Siamo quindi arrivati davvero ad un punto di svolta?  Forse.

Il dottor Hathaway del Marshall Institutes ,e membro del  NOAA uno dei massimi esperti studiosi dell’attività solare è da tempo preoccupato, il perdurante minimo solare è tra i più blandi degli ultimi secoli .  I giorni spotless  da inizio del ciclo 24 ad oggi sono di ben 1044 .  Secondo il dottor Hathaway  intorno alla metà del 2012 a conclusione del ciclo 24 si dovrebbe verificare il massimo dell’attività solare per il ciclo in corso e, proprio nei cicli caratterizzati da minimi importanti, il periodo di massima attività può essere caratterizzato dal verificarsi di esplosioni solari e tempeste geomagnetiche importanti che interferiscono pesantemente con gli apparati elettrici terrestri


EVENTO DI CARRINGTON ANNO 1859


Nell’anno 1859 si verificò sul Sole una forte tempesta magnetica denominata evento di Carrington dal nome dell’astronomo che per primo la individuò. In poco tempo le enormi radiazioni solari misero fuori uso tutti i telegrafi degli States e di tutto il mondo con numerosi incendi, in alcuni casi il personale venne ustionato e l’impianto incendiato, aurore boreali solcavano il cielo visibili in pieno giorno, milioni di persone rimasero senza energia elettrica per giorni. Fortunatamente in quegli anni il telegrafo era il solo impianto elettrico per telecomunicazioni e anche la rete elettrica era limitata e facilmente riparabile. Un evento simile di intensità elevata metterebbe fuori uso tutti i sistemi elettronici con conseguente blocco totale di tutte le attività umane, i grossi trasformatori interconnessi tra di loro che assicurano il provvigionamento elettrico sarebbero messi fuori uso e le ditte produttrici non potrebbero ripararli perché non possono essere riparati ma solo sostituiti, ma  anche loro sarebbero ormai privi di energia, danni per miliardi di dollari e si  calcola in vent’anni il tempo occorrente per ripristinare il tutto, ovviamente la civiltà moderna non ha i mezzi ne le capacità per sopravvivere in queste condizioni, ormai l’energia elettrica è il motore di tutte le attività umane e un blocco prolungato causerebbe in poco tempo catastrofi irrimediabili. Le tempeste solari di minor intensità  sono abbastanza frequenti,l’ultima ad inizio Agosto, disturbi alla rete satellitare GPS, interferenze radio e altre conseguenze. Come già detto gli studiosi  NASA sono  preoccupati per la ripresa dell’attività solare alla fine del ciclo 24 che potrebbe sfociare in una tempesta con picchi simili all’evento di Carrington.  Non è dato sapere se ciò corrisponde a realtà o ai soliti esagerati della rete e dei media.  I governi, in special modo USA e Gran Bretagna stanno mettendo a punto sistemi di approvvigionamento elettrico di sicurezza attivabili nel caso di eventi estremi , il NOAA ha recentemente messo a punto un importante modello che assicura la possibilità di prevedere queste tempeste almeno due giorni prima, attivando una serie di azioni volte a salvaguardare i grossi trasformatori interconnessi che assicurano l’energia alle grandi reti, con distacchi programmati e schermature protettive e sistemi di riserva adeguatamente protetti.

Meteoland non può sapere quello che realmente succederà, chi fa previsioni certe è in malafede o vuole fare catastrofismo, possiamo solo ancora una volta renderci conto di quanto sia piccolo l’uomo di fronte alla natura e a Dio, ma pensiamo che il mondo sopravviverà ancora una volta e forse il 2012 sarà l’inizio di una nuova era che i Maya hanno previsto pur non specificandone le caratteristiche che non è detto siano necessariamente nefaste, magari sarà il punto di svolta di un mondo che finalmente si renderà conto che un cambiamento di rotta è ormai doveroso e ineluttabile.


Fulvio Valagussa

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