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La CO2 aiuta il progresso e la fame nel mondo.

Pubblichiamo un abstract di uno studioso americano Craig Idso ripreso dal blog Climatemonitor del Colonnello Guido Guidi, a nostro parere molto interessante ed esaustivo riguardo l'annosa questione della CO2. Fermo restando la nostra posizione che è assolutamente contraria ad un indiscriminato uso e abuso delle risorse del pianeta e siamo convinti che ci sono altri gas da tenere sotto controllo e che una politica volta alla preservazione dell'equilibrio climaticoi sia doverosa ma tutto è molto complesso e la verità non è così scontata come sembra. Meteoland da voce a tutte le campane, sul forum è aperto un apposito post dove chiunque può negli ovvi limiti esprimere la sua opinione. La discussione in questione è al seguente link: Dopo il Warming Trend potrebbe seguire il Cooling Trend ?

 

L’anidride carbonica è l’elemento chimico alla base della fotosintesi, sia essa prodotta naturalmente o meno, comunque piace alle piante. Tanto da accrescerne notevolmente lo sviluppo all’aumentare della sua concentrazione. Questo è un fatto noto del quale però si sente parlare molto poco. Ancora meno, non è difficile capire perché, si sente parlare del beneficio di cui l’umanità può aver goduto in termini di disponibilità di risorse alimentari primarie proprio grazie all’aumento della concentrazione di CO2 e alla lunga fase climatica favorevole iniziata al termine della Piccola Età Glaciale (1350-1850 circa), giunta per altro ad interrompere soltanto temporaneamente un altro periodo favorevole ancora più lungo innescatosi al termine dell’ultima glaciazione.   Molto di più invece si sente parlare del Costo Sociale del Carbonio, ovvero dei costi che potenzialmente l’umanità potrebbe dover fronteggiare a causa dei cambiamenti climatici innescati dall’aumento delle temperature medie superficiali, posto che questo aumento e quei cambiamenti siano per buona parte ascrivibili all’aumento della concentrazione di anidride carbonica.  In sostanza, su questi argomenti, l’analisi costo-beneficio è sempre stata zoppa, ove non del tutto a senso unico. Craig Idso, che molti considereranno di parte in quanto svolge attività collegate a think tank di chiara matrice scettica sui cambiamenti climatici, è comunque esperto della materia in questione, ed ha pubblicato uno studio in cui stima i benefici economici di cui ha potuto godere l’umanità in ragione dell’aumento della concentrazione di CO2. Le cifre sono piuttosto impressionanti.

Le esternalità positive dell’anidride carbonica vediamo:

Abstract

Il progresso della tecnologia e della pratica scientifica che ha accompagnato la rivoluzione industriale ha dato il via ad una grande trasformazione per l’attività agricola a livello globale. Macchinari più efficienti e coltivazioni migliorate, per esempio, hanno spianato la strada a rese più elevate per i raccolti e all’aumento della produzione di cibo. E con la popolazione del pianeta in crescita continua, l’aumento della produzione di cibo è stato un benessere sociale. Ma quello che restava largamente sconosciuto alla società in quei tempi, era la nascita di un ausilio accessorio all’agricoltura che avrebbe dato grandi benefici ai futuri abitanti del globo nelle decadi e secoli a venire. L’origine di quell’ausilio: l’anidride carbonica atmosferica (CO2). Sono state fatte molte analisi per stimare i potenziali danni economici dell’aumento della concentrazione di anidride carbonica. Poche, tuttavia, hanno cercato di investigare i suoi benefici economici. In cima a queste esternalità positive c’è il valore economico aggiunto alla produzione globale di colture da parecchie proprietà dell’arricchimento in atmosfera di CO2 in termini di accelerazione della crescita. Come letteralmente migliaia di studi in laboratorio e sul campo hanno dimostrato, livelli elevati di CO2 atmosferica hanno definitivamente mostrato di stimolare la produttività e la crescita delle piante, così come di favorire alcuni processi che risparmiano l’acqua e alleviano le stress. Per un aumento di 300-ppm del contenuto di CO2 nell’aria, per esempio, la biomassa erbacea si accresce dal 25 al 55%, rappresentando una importante esternalità attualmente assente dai calcoli del costo sociale del carbonio  (SCC) allo stato dell’arte. Questo studio affronta questa lacuna fornendo una stima quantitativa del beneficio diretto indotto dall’arricchimento della CO2 atmosferica sulla produzione di colture sia nel passato che ne futuro. I risultati indicano che il valore economico annuale totale di questo beneficio è cresciuto dai 18.5 miliardi di dollari del 1961 agli oltre 140 miliardi di dollari del 2011, risultando in una somma totale di 3,2 triliardi di dollari nel periodo di 50 anni che va dal 1961 al 2011. La proiezione nel tempo del valore economico di questa esternalità positiva rivela che questa aggiungerà altri 9,8 triliardi di dollari alla produzione di colture tra oggi e il 2050. Tener conto di questi risultati nei futuri studi sull’SCC aiuterà a definire un quadro più realistico dell’impatto totale netto dell’aumento della CO2 atmosferica dovuto sia a esternalità positive che negative. INoltre, i benefici dedotti dalle osservazioni dell’aumento della CO2 atmosferica sulla produzione delle colture dovrebbe ricevere un’attenzione prioritaria rispetto alle esteralità negative speculative che si prevede possano arrivare sulla base delle modellazioni del riscaldamento globale indotto dalla CO2. Finché questo non sarà fatto, ai calcoli sull’SCC dovrà essere data scarsa o nulla importanza.

 Fig_1 il valore economico totale del beneficio diretto della CO2 sulla produzione di tutte le 45 specie di colture esaminate nel periodo di 50 anni tra il 1961 e il 2011

Beh, quasi dieci triliardi di dollari mi sembrano parecchi per passare inosservati.

Tratto da Climatemonitor di Colonnello Guido Guidi

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