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Perchè l'Italia si è capovolta.

Buongiorno a tutti gli amici e appassionati di Meteteoland. L'inverno passato è  stato deludente per gli amici freddofili,l'ultimo di una ormai consueta serie, ci porta a fare alcune riflessioni. Perché sempre più spesso negli ultimi anni nevica quasi di più al Sud rispetto che al Nord?

 

 

 

Le ragioni di questo mutamento climatico sono molteplici. Iniziamo dall'"origine del male", ovvero il cambiamento principe che ha modificato un pò tutte le stagioni in comparto mediterraneo: il posizionamento dell'Anticilone delle Azzorre. Quest'ultimo, un tempo saldamente posizionato nella zona atlantica, si allungava nel periodo estivo verso il mediterraneo portando estati piacevoli e miti e lasciando invece spazio in inverno al corridoio di precipitazioni atlantiche e alle discese del VP dalla Francia verso il nostro paese. Tale configurazione portava i classici inverni italiani: a periodi stabili piuttosto freddi, seguivano correnti umide da Sud che creavano le cosiddette "nevicate da cuscinetto" copiose in pianura e collina specie nel reparto occidentale. Le colate del VP, inoltre, avvenivano nella maggior parte dei casi dalla Porta del Rodano, passando quindi dalla Francia e favorendo pertanto il Settentrione. Si venivano a creare quindi inverni umidi e piovosi (ma non eccessivamente) al Sud e inverni nevosi al Nord grazie all'una o all'altra configurazione appena descritte. Non sono mancate le eccezioni ovviamente, trattasi di inverni gelidi su tutto il territorio (1956 o 1985 per fare due famosi esempi) o più nevosi al Centro Sud grazie alla direzione più orientale delle colate del VP. Ma oggi, purtroppo, l'eccezione sembra diventata la regola. Semplificando di molto il meccanismo in atto ormai da diversi anni, l'HP delle Azzorre (per motivazioni complesse che in questa sede ancora non approfondiremo) si è ritirato molto più ad Ovest. D'Estate si lascia quindi largo o al collega africano o alle perturbazioni atlantiche, creando paradossalmente inverni piu miti ed umidi ed estati più fresche e umide oppure più torride e calde. Aumentano in questa frangente gli eventi estremi: ciò significa, ad esempio, che in inverno aumentano gli episodi gelidi ma sono più isolati e meno duraturi e soprattutto prendono una direzione molto particolare. Le colate del VP sono sempre più orientali o più occidentali e spesso non riescono a varcare la catena alpina. Quando ci riescono, tuttavia, spesso il risultato è un freddo secco e privo di neve, un freddo che riesce a portare precipitazioni solo sulle adriatiche e al Sud, come molto frequentemente è accaduto negli ultimi anni. Un trend passeggero o una condizione climatica che si consoliderà?

Simone Borio

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