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Burian, vento gelido dalle steppe siberiane

Nativo delle pianure della regione Sarmatica Russa, ad Ovest degli Urali, il Burian è un vento gelido che soffia accompagnato da bufere di neve congelata dai fiocchi finissimi, che una volta caduti a terra vengono sollevati di continuo dalle folate del vento. La neve che cade dalle nubi, si somma a quella che viene sollevata dal suolo rendendo così la visibilità quasi pari a zero.

Burian

 

 

Il Burian molto spesso si spinge in Asia, al di là degli Urali, e qualche volta seguendo traiettorie di "conquista", si spinge fino alle nostre latitudini, coinvolgendo la Penisola Italica. La caratteristica del Burian indubbiamente è il suo vento gelido, però è da tenere in cosiderazione anche la pochissima umidità che contiene. Il vento gelido e secco, raffredda velocemente al suo passaggio tutte le regioni che attraversa; molto frequentemente, il Burian è accompagnato da altri venti freddi.

Una cosa molto importante è quella che il Burian, quando arriva alle nostre latitudini non è "ostacolato" dalla Catena Alpina, e di conseguenza, non si trasforma in Fohn (vento caldo di ricaduta classico delle zone prealpine). Questo gelidissimo grecale, attraversando velocemente le repubbliche orientali dell’Europa, varca vorticosamente i nostri confini dalle regioni di nord-est, propagandosi successivamente in tutta la penisola. Quando in Italia arriva il Burian ci sono crolli termici consistenti, veloci e improvvisi…ma non solo.

Burian

L'aria fredda continentale, a differenza di quella polare, ha temperature più basse negli strati inferiori dell'atmosfera rispetto a quelle misurate in quota. Le analisi meteo e dei modelli matematici, quando arriva il Burian, si rivelano quasi sempre errate, poichè l'aria fredda che entra è molto più fredda alle quote basse, rispetto a quelle di altezza di geopotenziale (ad esempio una carta 850 hPa di geopotenziale puo avere una temperatura di -5°, quando invece al suolo la temperatura si assesta facilmente attorno ai -15°).

Il Burian non è molto frequente alle nostre latitudini, però negli ultimi anni in forma più o meno consistente ci ha fatto visita. Citando alcuni esempi: 13 Dicembre 2001, 25 Dicembre 1996, 1 Marzo 2005, 6 Febbraio 1991 e 6 Marzo 1971.


Mettiamo sotto esame il 13-12-2001 per spiegare cosa avviene quando il vento della Sarmatica arriva in Italia.

Qualche giorno prima, intorno all'8 dicembre, l'anticiclone domina lo scenario Italiano, quando le carte individuano a nord un nocciolo di aria fredda pronto a percorrere tutta Europa. Ma nulla è deciso, a dimostrazione che il Burian oltre che per temperature, è difficile da collocare anche per traiettoria. Nel pomeriggio del 13 dicembre il cielo al nord è sereno, la temperatura relativamente mite, con massime intorno ai 10°. Quando inizia l'imbrunire, il cielo diventa poco nuvoloso, improvvisamente si alza un forte vento da est, dalle Giulie al Torinese, a raffiche gelide; nel giro di un’ora il cielo si copre, e comincia a cadere un rado nevischio, la temperatura si abbassa sino allo 0°. In pochi minuti da est ad ovest comincia un’intensa precipitazione di neve ghiacciata svolazzante, il vento rinforza notevolmente e la temperatura crolla sottozero. Nella prima serata infuria ormai la tormenta, il vento da est soffia fino a 35-50 km/h; nel Nord-Est la Bora ha delle raffiche fortissime che raggiungono o addirittura superano i 100km/h. La neve, secca e fredda, cade fittissima in ogni direzione, trasportata dal vento, la visibilità si riduce notevolmente, si formano accumuli in ogni angolo e al suolo ci sono mediamente dai 10 ai 20 Cm di neve farinosa. Col passare delle ore, in tarda serata il vento gradualmente si calma in tutto il nord da est verso ovest, e con esso terminano le precipitazioni. La neve fa la comparsa su quasi tutta la Pianura Padana, e grazie alla discesa delle temperature il terreno e le strade ghiacciano. Il giorno dopo ci si sveglia col sole, la resistenza strepitosa del manto nevoso e la temperatura massima fermatasi a –0,7°C, sono la giusta conclusione di un evento straordinario.

Gli effetti di questa "Burianata" sono durati a lungo: in alcune zone pianeggianti, il manto nevoso è perdurato addirittura sino a gennaio.

La situazione del 13-12-2001, a 500hPa (circa 5500 metri) ed a 850hPa (circa 1500 metri):

13 Dicembre 2001 a 500 hPa

13 Dicembre 2001 a 500 hPa

13 Dicembre 2001 a 850 hPa

13 Dicembre 2001 a 850 hPa


Ed ecco le carte a 500hPa e 850hPa della lontana ed intensissima "burianata" del 6 marzo 1971:

6 Marzo 1971 a 500 hPa

6 Marzo 1971 a 850 hPa

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